Privacy shield, il parere del Garante Privacy

10 Agosto 2022

Privacy shield, il parere del Garante Privacy

Il nuovo regolamento UE, in tema di trattamento e protezione dei dati personali, ha riconosciuto definitamente il diritto alla riservatezza in Europa.

Per ottenere tutela in materia di Privacy, i cittadini europei e statunitensi possono rifarsi ad accordo intercorso tra Unione Europea e Stati Uniti: lo EU-US Privacy Shield (in italiano, Scudo UE-USA per la Privacy).

I motivi che hanno portato alla stipulazione dell’accordo

Nel 2015 la Corte di Giustizia dell’Unione Europea giungeva alla conclusione di dichiarare il Safe Harbour (Approdo Sicuro), la normativa che precedentemente regolava il trasferimento di dati personali dall’UE agli USA da parte delle Imprese, inadeguata protezione ai dati personali dei cittadini europei rispetto alla tutela prevista per gli Stati dell’UE.

Privacy Shield

Lo Scudo EU-USA per la Privacy (il Privacy Shield), volto a tutelare la riservatezza delle informazioni personali dei cittadini europei in caso di trasferimento oltreoceano a scopo commerciale, ha previsto un nuovo regime.

Invero, ai sensi di tale accordo, le imprese americano sono obbligate a tutelare i dati personali dei cittadini europei. È, altresì, previsto che il Dipartimento del Commercio USA e la Federal Trade Commission abbiano dei poteri più incisivi di controllo al punto da poter operare in collaborazione con le autorità dei paesi comunitari per la protezione dei dati.

Le novità

Il nuovo regime prevede, dunque:

  • “obblighi più severi per le imprese che operano negli Stati Uniti e trattano dati personali di cittadini europei.
  • Vigilanza e controllo da parte del Dipartimento del Commercio USA.
  • Divieto di sorveglianza indiscriminata di massa da parte delle autorità pubbliche sui dati personali trasferiti negli Stati Uniti.
  • Possibilità di ricorso per i cittadini europei presso il dipartimento del Commercio e la Federal Trade Commission”.

Le preoccupazioni del Parlamento Europeo

Il Parlamento Europeo, nonostante l’incisività dell’accordo, si è mostrato preoccupato dell’effettiva applicazione dell’intesa. In particolare, l’organo comunitario chiedeva un controllo da parte della Commissione, affinché si appurasse che gli Stati Uniti dessero piena tutela. Anche il Garante Europeo della Protezione dei Dati (GEPD) ha sostenuto che dovessero esserci dei “miglioramenti significativi allo scopo di rispettare l’essenza dei principi fondamentali di protezione dei dati in particolare per quanto riguarda la necessità, la proporzionalità e i meccanismi di rimedio”. Più precisamente, la richiesta era quella volta ad individuare e assicurare la medesima tutela al trattamento dei dati personali sia in Europa sia negli Stati Uniti.

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