Cancellare notizie da Google: un’occhiata alla legge in Canada

8 Agosto 2022

Cancellare notizie da Google: un’occhiata alla legge in Canada

Cancellare notizie da Google non è una necessità solo europea. Oramai un po’ tutti i paesi si stanno interessando alla materia. Appare sempre più l’esigenza di regolamentare il diritto all’oblio per poter offrire agli utenti una maggiore tutela.

Tra i diversi Stati, il Canada presenta una normativa interessante.

La normativa canadese

Lo Stato canadese ha predisposto un atto, il Personal Information Protection and Electronic Documents Act, SC 2000, c 5 (PIPEDA), dedicato proprio ai motori di ricerca su Internet.

Invero, l’Office of the Privacy Commissioner of Canada (OPC) ha precisato che, mediante il PIPEDA, le persone possono: contestare l’accuratezza, la completezza e l’attualità dei risultati restituiti per le ricerche sul loro nome e richiedere che le informazioni personali che non sono più necessarie siano distrutte, cancellate o rese anonime.

Il paragrafo 4(1)(a) del PIPEDA individua l’applicazione soggettiva dello stesso, ossia “a tutte le organizzazioni in materia di informazioni personali, che (a) l’organizzazione raccoglie, utilizza o divulga nel corso di attività commerciali”.

Il caso Google

In particolare, con riferimento alla normativa canadese, ci si è chiesti se ad essa fosse assoggettabile anche Google. Sulla questione è intervenuto il Tribunale federale che ha ritenuto che “Google raccoglie informazioni personali in relazione alla scansione automatizzata delle pagine Web (ad esempio, utilizzando software per accedere continuamente alle pagine Web e trasmettere informazioni per l’indicizzazione); utilizza le informazioni personali (Google ha bisogno di quante più informazioni possibili per rendere il suo motore di ricerca il più completo e prezioso possibile per gli utenti e, di conseguenza, per gli inserzionisti); e divulga le informazioni personali visualizzando e controllando l’ordine delle ricerche nei suoi risultati”.

Il Tribunale federale ha inoltre ritenuto che i suddetti atti siano avvenuti nel corso di attività commerciali. Nonostante il motore di ricerca di Google fornisca un servizio “gratuito” a fornitori di contenuti e utenti, la Corte federale ha osservato che gran parte dei ricavi dell’azienda proviene dalla pubblicità visualizzata insieme ai risultati di ricerca. Google promuove i suoi servizi pubblicitari evidenziando la popolarità del suo motore di ricerca e la sua capacità di indirizzare gli annunci agli utenti in base alle informazioni personali che ha su di loro. La Corte federale ha descritto questo come Google che ha “un flagrante interesse commerciale” nel collegare utenti e inserzionisti.

Di conseguenza, la Corte federale ha ritenuto che il funzionamento del motore di ricerca di Google rientrasse nell’ambito di applicazione del summenzionato paragrafo 4, paragrafo 1, lettera a), del PIPEDA.

Conclusioni

Sebbene l’esistenza del diritto all’oblio non sia espressamente prevista in PIPEDA, si prevede che le imminenti riforme della legislazione canadese sulla privacy affronteranno questo problema in modo più diretto. In particolare, il disegno di legge C-11, introdotto per la prima volta nel novembre 2020, propone di emanare il Consumer Privacy Protection Act (CPPA). L’attuale bozza di CPPA conferisce alle persone il diritto di richiedere a un’organizzazione di eliminare le proprie informazioni personali e richiede alle organizzazioni di adottare misure ragionevoli per garantire l’accuratezza delle informazioni personali sotto il suo controllo. Tale progetto di legge può essere accomunato al “diritto all’oblio” contenuto nel Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR), la normativa europea sulla privacy, sebbene non sia direttamente allineata con la formulazione del GDPR.

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